a cura di Roberto Cresti e Paolo Serafini
9 luglio – 13 settembre 2026
Museo Palazzo Ricci
Via D. Ricci 1, Macerata
Promossa dalla Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata
organizzata dalla Fondazione Carima Arte e Cultura
con il patrocinio della Città di Macerata e della Fondazione Marche Cultura
INFO
meridiana.mc@gmail.com
T 0733 202942
ORARI
dal mercoledì alla domenica, dalle ore 15.30 alle ore 19.300
ingresso gratuito
La mostra valorizza la figura e l’opera di Katy Castellucci, pittrice di rilievo della scena artistica italiana del Novecento nonché interprete sensibile e raffinata della pittura della Scuola Romana, corrente ampiamente rappresentata nella collezione di Palazzo Ricci da un significativo gruppo di artisti che ne hanno fatto parte, come Mario Mafai, Antonietta Raphaël, Scipione, Emanuele Cavalli, Giuseppe Capogrossi e Roberto Melli.
Interni sottovoce propone infatti la produzione artistica di Katy Castellucci dalla metà degli anni Trenta alla metà degli anni Cinquanta del XX secolo, periodo in cui frequentava gli ambienti e gli esponenti di questo crogiolo creativo che si collocava in antitesi alle tendenze maggiori dell’arte novecentesca, promuovendo un linguaggio espressionista e antiaccademico.
Le opere sono state selezionate dai curatori con l’intento di costruire un percorso ambientale e psicologico che evidenzi la particolare capacità dell’artista nel cogliere situazioni riferibili alle abitudini quotidiane, e in genere alla vita del suo tempo, con una pittura di grande freschezza espressiva e insieme di intimo equilibrio intellettuale. Il loro intimismo, sorvegliato da un rigoroso intento espressivo e da una magistrale tecnica esecutiva, lascia intravedere scene di vita quotidiana nelle quali si riflette una meditata acquisizione dell’arte europea fra Ottocento e Novecento.
Tale intento curatoriale vuole sottolineare due elementi che rendono questa esposizione interessante da un punto di vista scientifico, culturale e sociale.
Da un lato, la sua particolare pronuncia stilistica della lunga vicenda della Scuola Romana trova una puntuale valorizzazione, come si accennava, nel percorso permanente di Palazzo Ricci, favorendo la comprensione del clima di fermento creativo che contraddistingueva la Capitale in quell’epoca, al quale i dipinti di Katy Castellucci hanno apportato un originale contributo. La mostra si pone quindi in perfetta armonia con il contesto museale che la ospita, favorendo la creazione di un punto di vista sull’intero Novecento.
Dall’altro, il contributo di Katy Castellucci all’affermazione di una pittura di genere dotata di caratteri universali la inserisce a pieno titolo nel filone dei genre studies, oggi oggetto di grande attenzione da parte della comunità internazionale poiché in grado di offrire nuovi spunti di riflessione e approfondimento, finalizzati a una lettura diversa e originale delle tematiche artistiche, antropologiche, sociali e culturali di tutte le epoche e in particolare del primo Novecento.
I visitatori, attraverso le oltre 50 opere esposte per la prima volta fuori al di fuori dal contesto romano, avranno l’occasione di verificare come una pittura sviluppata “sottovoce” possa rivelarsi un mezzo efficacissimo per esprimere una visione del mondo vissuta con autenticità e senza retorica.
La produzione artistica di Katy Castellucci si caratterizza difatti per una qualità rara e preziosa, vale a dire il tatto inteso come la capacità di guardare persone e cose con delicatezza, di avvicinarsi senza invadere, di ascoltare mantenendo quella distanza fisica ed estetica che rende possibile una comprensione profonda e reale.